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Heartbreaker
 
Le prime moto KTM degli anni cinquanta erano macchine straordinarie, che ancora oggi ci fanno giustamente commuovere. Leo Keller lancia un'occhiata allo specchietto retrovisore, con un interesse particolare alla storia.
Sono le cinque del mattino del 13 marzo 1953 quando alcuni operai spingono tre motociclette fuori da una fabbrica di Mattighofen in Alta Austria e le caricano su un camion. Destinazione Vienna, Fiera di Primavera. In quell'occa-sione si vedono per la prima volta motociclette con il simbolo “KTM” sul serbatoio.
 
Le origini della KTM risalgono al 1934, quando il fonda-tore Hans Trunkenpolz aprì un'officina meccanica a Mattighofen e, poco dopo, cominciò a distribuire moto DKW. Negli anni del dopoguerra si riparavano prevalentemente camion, che servivano con urgenza per la ricostruzione. Trunkenpolz fece di necessità virtù iniziando a produrre autonomamente i pezzi di ricambio che servivano alla sua attività. All'inizio degli anni '50, la produzione in-dustriale di ricambi era la principale fonte di guadagno, mentre l'attività di riparazione si era ridotta. Un nuovo supporto, alternativo alla mancanza degli ordini di ripa-razione, divenne perciò necessario.
 
A quei tempi ben pochi potevano permettersi un'auto, quindi Trunkenpolz decise di costruire una motocicletta leggera da 98cc a un prezzo conveniente, per la quale ci si aspettavano grandi numeri. Nasceva allora da una manciata di produttori l'industria motociclistica austriaca. La maggior parte di essi però non produceva autonomamente i propri motori, ma utilizzava i prodotti della Rotax di Gunskirchen in Alta Austria, leader del settore e succursale della Fichtel & Sachs fino alla fine della guerra.
I lavori per lo sviluppo della cosiddetta “R 100” iniziarono alla fine del 1951. Anche Trunkenpolz scelse il motore Rotax, una costruzione su licenza dell'affermata Sachs del periodo prebellico. Era un motore pensato originariamente per essere montato su un telaio da bicicletta e veniva avviato a pedi-vella come un motorino. Poiché la Rotax aveva in programma anche una versione con avviamento a strappo, fu possibile dotare la R 100 di predellini al posto dei pedali, rendendola così più simile a una moto.
 
La Rotax offriva inoltre una tecnologia prebellica semplice, ma affidabile. Un pistone con deflettore scorreva all'interno di un cilindro in ghisa grigia fessurato con testa in allu-minio, producendo una potenza di tre CV a 4000 giri/min. Il cambio a due marce veniva inserito mediante una manopola posta sulla sinistra del manubrio. Il robusto telaio tubolare, con la parte posteriore non ammortizzata, era più che sufficiente per una velocità massima di 70 km/h. Per le condizioni di allora, gli ingredienti di qualità erano: manicotti di gomma per proteggere la forcella telescopica non ammortizzata dalla polvere e freni con mozzo ricavato dal pieno, in alluminio, con semiassi che generalmente erano presenti al massimo nelle 250.
 
Alla Fiera di Primavera di Vienna, le mac-
chine di Mattighofen riscossero subito
grandi consensi. L'acronimo “KTM” diventò
presto noto come:
“Kraftfahrzeuge Trunkenpolz Mattighofen”.
Non c'erano più ostacoli per una produ-
zione in serie. Inizialmente 20 dipenden-
tin producevano tre KTM R 100 al giorno,
ma solo un anno dopo la produzione era
raddoppiata arrivando a sei macchine al
giorno. Chi voleva concedersi un lusso maggiore
poteva scegliere la R 100 L con verniciatura nera, blu o rossa, che prevedeva inoltre un fiammante serbatoio cromato.
Il programma venne ampliato con la Grand Tourist, in grado di raggiungere i 90 km/h. La regolare tenuta di strada non era più garantita dalla forcella telescopica non ammortizzata, bensì da una forcella oscillante con ammortizzatori ad olio. La Grand Tourist permise inoltre alla KTM di conquistare i primi successi nell'offroad. Nell'Internationale Alpenfahrt (Giro internazionale delle Alpi), una dura gara di regolarità di tre giorni su 1.100 km, tutte e tre le KTM partite si classi-ficarono. Un anno dopo, Egon Dornauer e Kurt Statzinger vinsero la Six Days di Garmisch-Partenkirchen, la prima “sei giorni d'oro” per la KTM. Furono le prime due medaglie di una lunga serie.
Incoraggiato dal successo, il giovane marchio presentò un altro modello alla Fiera di Primavera del 1954, la R 125 Tourist. Le “sospensioni integrali” (su forcella telescopica e forcellone) e il motore tre marce Rotax-Sachs con pedale di avviamento offrivano tutte le caratteristiche di una moto di cilindrata maggiore. La nuova KTM non era pensata soltanto come un semplice mezzo per spostarsi, bensì come un mezzo per il tempo libero, perfetto per escursioni più lunghe, anche se oggi pensare a una moto da turismo con 6 CV di potenza e una velocità di crociera di 70 km/h ci fa sorridere.
 
L'azienda di Mattighofen mise alla prova la KTM R 125 Tourist organizzando un impegnativo viaggio da Parigi a Vienna, durante il quale tre moto di serie percorsero quasi 1300 km in condizioni atmosferiche sfavorevoli, senza particolari problemi, impiegando 21 ore e 41 minuti.
 
Da sottolineare che, con una velocità media di 69,97 km/h, i piloti, tra i quali il titolare Hans Trunkenpolz, furono più veloci dell'Arlberg-Express, che per lo stesso tratto impiegava 24 ore. Nel 1955, con l'ingresso di Ernst Kronreif come socio, la ragione sociale della KTM venne cambiata
in „Kronreif & Trunkenpolz, Mattighofen“.
Il 1957 fu l'anno di altri due modelli: la Tarzan, una “moto da strada” con grande serbatoio a gobba, manubrio piatto da corsa e sedile a panchina, e la Mustang. Fu la prima “KTM off road” prodotta in serie e in versione grigio militare venne utilizzata anche dalle forze armate austriache. Il motore venne affidato al collaudato Rotax-Sachs della 125, che con
un cambio a quattro marce sviluppava otto CV.
 
La crisi europea del settore motociclistico non risparmiò tuttavia nemmeno la KTM. Per questo anche la nuova Trophy, con motore a quattro marce da 125cc o 150cc, non potè più cambi-are nulla. Nel 1960 la KTM sospese la produzione di motoci-clette, concentrandosi nella produzione di scooter e ciclo-motori di piccola cilindrata, che potevano essere venduti in quantità di gran lunga superiori.