L'INDIANO PIÙ VELOCE
SU 2 RUOTE
Oschersleben, maggio 2009. La gentilissima impiegata dell'organizzazione della corsa Supersprint all'interno del circuito rimane un po' sbigottita quando si trova tra le mani la licenza di pilota del nostro ospite. Dilip Rogger gareggia per la Federazione indiana. Licenza numero 821034. Che l'India abbia molti più abitanti rispetto all'Austria e alla Germania messe insieme, è un fatto indiscutibile. Che la stessa proporzione valga anche per gli appassionati di motociclismo attivi invece è ancora tutto da dimostrare. In India vivono circa 1,1 miliardi di persone (1,148 miliardi per essere precisi. Ma con numeri di questa grandezza non sono certo 48 milioni di persone a fare la differenza ...). Con così tanti potenziali appassionati dell'acceleratore, quanto è straordinariamente alta la probabilità che qui scorazzino migliaia di giovani che potrebbero avere un talento pari a quello di Rossi? Dilip Rogger è uno di loro?
È la prima volta che Dilip Zacharias Rogger viene in Europa, ma non è certo la prima volta che varca i confini del proprio paese. L'India infatti non offre certo le condizioni ideali per allenarsi e per correre in moto.
Non ancora. Le ruspe sono già al lavoro per costruire il primo circuito professionale. Tuttavia, per il momento in India il moto-ciclismo su pista viene praticato in due improvvisati circuiti da go-kart, sulle condizioni dei quali è meglio sorvolare.
Sta di fatto che gli appassionati indiani che vogliono confrontarsi in modo serio con le moto da corsa devono andare lontano. Per questo Dilip Rogger prende un aereo per la Malesia tre o quattro volte l'anno, a seconda del budget che, tra una gara e l'altra, riesce a racimolare lavorando come attore nei film di Bollywood o come fotomodello per un marchio di alta moda. Là il pilota ventiquattrenne partecipa alle gare di Supersport e Superbike inseguendo il podio in sella ad una Honda 600 messagli a disposizione da un imprenditore malese. Ha già vinto nella categoria Supersport, mentre nella categoria maggiore per il momento non vede speranze contro i veterani kamikaze della Superbike provenienti dal Giappone. Ma la Malesia non è l'ombelico del mondo delle corse; Dilip vuole e deve andare anche in Europa per scoprire come si corre nella culla del motociclismo.
Sel Naranyana, vera leggenda della KTM con una pluriennale esperienza nell'ambiente delle corse e attuale responsabile del settore commerciale nel sud-est asiatico, teneva d'occhio il giovane di Chennai già da tempo. Detto, fatto: in un battibaleno è stato staccato un biglietto d'invito per Dilip, di tutto il resto si sono occupati la sede centrale della KTM e l'imprenditore tedesco Konrad Schittko di Unna, anche lui gravemente contagiato dalla febbre delle corse. Schittko e il suo team rappresentano una delle squadre di motociclismo di maggior successo nell'area di lingua tedesca. Incluso il podio conquistato come pilota al leggendario Bol d´Or.
Il piano è semplice. Dilip Rogger deve salire in sella alla KTM RC8 Endurance di Schittko e confrontarsi con i più forti piloti del paese nella Supersprint di 4 ore in programma a Oschersleben. La wild card è felice che alla gara partecipi anche il team YART, attuale leader del campionato mondiale – dopotutto vuole misurarsi con i migliori – perciò Steve Martin e Igor Jerman capitano proprio a puntino. Il compagno di squadra di Rogger nella Supersprint è Thomas Kuttruf, ex pilota e PR-Manager a Mattighofen.
Il primo giorno in circuito pone un obiettivo
molto chiaro: macinare chilometri e accumulare
più esperienza possibile. Dilip non è mai stato in
sella ad una bicilindrica e nemmeno su una moto
maggiore di 600 di cilindrata. In più deve affrontare
un circuito nuovo, che non può proprio essere conside-
rato uno dei più facili al mondo. Al pilota indiano ha fatto
inoltre estremamente piacere l'invito spontaneo del capo
di KTM Germania, Norbert Zaha, di partecipare come wild
card anche alla Super Duke Battle, anch'essa in programma. Seguendo il motto "Niente fretta", nelle prove cronometrate della gara - a cui partecipano più di 30 piloti - Dilip riesce a piazzarsi nelle ultime file, per poi recuperare posizioni durante
la corsa lanciandosi in manovre coraggiose. La tredicesima posizione nella sua primissima gara europea è un risultato che merita il massimo rispetto. Anche in sella alla RC8 con pneumatici slick l'emergente Indiano, estremamente motivato, si impone in modo più che dignitoso. Con un tempo parziale di 1,38 minuti, Dilip dà prova del suo talento nella classifica dei tempi. E conquistando la diciottesima posizione nella griglia di partenza composta da 62 squadre rende tutti felici.
Il giorno dopo la coppia Rogger/Kuttruf si butta nella 4 ore. La partenza in stile "Le Mans" di Dilip è una questione d'onore, e lui è un tipo coerente. Quando era a scuola era uno degli sprinter più promettenti, poco meno di 11 secondi per percorrere i 100 m, e questo la dice lunga.
Ma nonostante le ottime premesse, la partenza è un completo fiasco. La moto non ne vuole sapere di partire con la marcia inserita, e così il povero indiano resta indietro e deve tentare di recuperare terreno rispetto ai suoi agguerriti avversari dall'ultima posizione. Ma non importa. Dilip è veloce, concentrato, costante; inoltre, grazie allo speciale serbatoio da 25 litri, può contare su 70 minuti di autonomia. Al primo cambio, la RC8 Schittko arancione è già nel bel mezzo della bagarre. "Kutti" continua questa tendenza. Poi tocca di nuovo a Rogger, il quale per tutta la gara non mostra il benché minimo segno di fatica.
Va tutto secondo i piani, finché dopo poco meno di tre ore un filtro intasato davanti alla pompa della benzina rende necessaria la sostituzione del serbatoio. In una gara di 4 ore, questo comporta uno stop di diversi minuti: la posizione conquistata è persa. Ma non ci arrendiamo e decidiamo di andare fino in fondo. Nell'ultima mezz'ora, il team fornisce al pilota indiano una nuova gomma posteriore slick Continental, e Dilip ringrazia con dei giri veloci e puliti. Alla fine la RC8 con il numero 74 taglia il traguardo solo in 42a posizione, ma grazie all'esperienza vissuta tutti i partecipanti si sentono dei vincitori. Una cosa è certa: Dilip è un pilota dannatamente bravo ed è riuscito a impressionare tutti, non solo l'impiegata del circuito...